| Gli abitanti |
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| Venerdì 14 Novembre 2008 14:57 |
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Non esistono molte minoranze etniche nell'arcipelago, l'unica degna di nota è quella instauratasi a Malè nei primi anni del XIX secolo; essa oggigiorno conta qualche centinaio di individui di fede sciita. La popolazione, secondo i sondaggi del 2005 è di circa 350 mila abitanti, pressoché adolescenti; quasi inesistente la popolazione al di sopra dei 65 anni. Solo negli ultimi anni l'aspettativa di vita è cresciuta, sostanzialmente grazie al miglioramento delle condizioni di vita, infatti l'età massima in media si aggira intorno ai 65 anni (qualcosa in più per le donne). Gli abitanti delle isole sono estremamente religiosi: ricordiamo che la religione ufficiale è quella islamica sunnita. L'islamismo, però, nell'arcipelago, diluisce le sue rigidità una volta che viene accostato ad altre tradizioni culturali locali (per fare un esempio, le donne nella capitale non portano il velo in testa). Nonostante la religione così affermata, sembri essere un ostacolo alla giovialità e alla cordialità, i maldiviani si caratterizzano per la loro indole pacifica e disponibile, anche se non sembrano essere asserviti nei confronti dei turisti che ogni giorno approdano nel fantastico paradiso immerso nell'oceano indiano. Sebbene ai giorni nostri (dal lontano 1968) l'arcipelago delle Maldive è riconosciuto come una repubblica democratica, esiste ancora una sorta di gerarchia sociale. Il ceto più elevato, quello dei Befalu è costituito dai cosiddetti VIP o persone di alto riguardo, mentre il ceto minore è chiamato dei Giraavary, costituito dai discendenti degli antichi coloni delle Indie. Ritornando agli usi e costumi della popolazione, il matrimonio sembra essere una peculiarità che può risultare curiosa per noi europei. I maldiviani si sposano giovanissimi e un uomo può avere fino a quattro mogli. Nonostante la pratica della poligamia, le spose devono sempre essere consenzienti, anche se in pratica vengono “comprate” ai genitori (anche loro ovviamente devono essere consenzienti) per una cifra (Rhan) pattuita precedentemente al matrimonio, ma che poi rimarrà alla ragazza in caso di divorzio. Anche il divorzio segue un rituale molto particolare, l'uomo può divorziare semplicemente comunicando la sua decisione al Gazi (colui che amministra la giustizia), mentre la donna deve seguire una trafila burocratica molto lunga, oltretutto non può risposarsi prima di tre mesi. La facilità con il quale il divorzio viene concesso agli uomini, porta questo paese ad essere la repubblica con il più alto tasso di divorzi sull'intero pianeta. |
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