Le tradizioni PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Novembre 2008 14:56
La cultura e tradizione maldiviana sono strettamente correlate con quelle dei loro vicini, lo Sri Lanka e l'India. Come già abbiamo potuto notare, la lingua è una delle caratteristiche semi-comuni: le variazioni delle tre nazioni derivano da un ceppo comune, ovvero il Sanscrito, lingua proveniente dal nord. Dal 1100 l'influenza culturale maldiviana si deve anche alla dominazione araba, infatti in questo periodo la forma di scrittura si modifica a favore di una forma più similare all'arabo e la conversione all'Islam rende l'arcipelago delle Maldive uno paese totalmente mussulmano di setta sunnita.
Ma la religione (non esclusivamente mussulmana ma che segue anche credenze pre-islam) è un aspetto molto importante nella cultura dell'arcipelago proprio perché ad essa sono correlati molti riti e molte leggende.
Partendo dall'Islam e sapendo che esso prevede 5 precetti (la professione di fede, la preghiera rituale, l'elemosina, il digiuno durante il Ramadan, e il pellegrinaggio alla Mecca), bisogna stare attenti, durante il soggiorno, a non mancare loro di rispetto. Tutti i precetti sono rispettati rigorosamente: nei momenti di preghiera si ferma qualsiasi attività (anche quelle commerciali), è vietatissimo l'uso di alcol (non ai turisti ovviamente) e lo è anche il nudismo e il topless per le signore (questo invece vale per tutti, anche nei resort). In alcuni villaggi, che vogliono mantenere le credenze più ancestrali, risalenti al periodo pre-islamico, si crede ancora agli spiriti maligni, soprattutto per spiegare misteri che la cultura e la religione esistente non possono svelare. Una delle leggende più interessanti è quella degli Jinni. Secondo la tradizione essi sono degli spiriti del male provenienti dal mare, dalla terra e dal cielo. Per scacciarli non bastano semplici riti propiziatori (fandhita) ma è necessario che essi siano seguiti da degli stregoni chiamati Hakeem. Sostanzialmente il guaritore si adopera a scacciare lo Jinni dal corpo dei posseduti attraverso frasi estrapolate dal corano e poi scritte su strisce di carta che vengono attaccate agli abiti dei deliranti.
Da questo banale esempio, sembra aver avuto rilevanza nella cultura maldiviana anche la religione del Buddismo. Non è chiaro però come tale credenza, proveniente dalla regione della Cina potesse essere arrivata fino alle Maldive.
Oltre le influenze arabe e quelle buddiste che inevitabilmente sono molto importanti nel panorama culturale, molti elementi sembrano avere origini africane, soprattutto a causa di schiavi che venivano importati nel paese dalla famiglia reale e dai nobili durante il dominio arabo. Gli abitanti di alcuni atolli, come Goidhu oppure l'atollo di Ari, sembrano avere legami di discendenza con gli schiavi del continente nero.
Questa mescolanza di influenze culturali lascia spazio anche alla cultura Hindi; molte canzoni popolari sono basate su sonorità indiane. La causa di questa similarità è riscontrabile nella coincidenza tra le linee linguistiche e ritmiche tra la cultura indiana e quella maldiviana. Le canzoni Hindi sono le più ascoltate in tutto l'arcipelago, specialmente quelle più vecchie, portate dai cantautori indiani Mohammed Rafi, Mukesh, Lata Mangeshkar e Asha Bhonsle. Le danze più antiche invece hanno influenze derivabili dall'antica danza nord indiana, la Kathak.
Gli strumenti musicali tradizionali delle isole sono: il Bulbul, una specie di fisarmonica orizzontale e l'Onugandu, un bastoncino di bambù in cui sono scavati piccoli solchi, da cui si originano suoni un po' stridenti. Di solito entrambi, insieme ad una piccola campanella vengono utilizzati per accompagnare canzoni rituali e danze caratteristiche come la Bodu-Beru, di origini africane. Questa danza è più comunemente nota come “Baburu Lava” ed arrivò nell'arcipelago nell'XI secolo. Questa danza viene eseguita da circa 15 persone: 3 sono i suonatori di tamburo, uno è il cantante solista e gli altri undici sono i danzatori. I temi caratteristici delle canzoni della Baburu Lava sono quelli dell'eroismo, la satira, il romanzo: sono quindi dei piccoli racconti, enfatizzati dalla danza e dal suono ritmato dei tamburi. La canzone è un crescendo di rimi sfrenati e a volte l'immedesimazione, fa cadere i danzanti in una specie di trance. Il costume tradizionale del Bodu-Beru è costituito da un sarong (pareo) e da una Banian (camicia indù bianca a maniche corte).



LAST_UPDATED2