| Economia locale |
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| Venerdì 14 Novembre 2008 14:50 |
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In tempi remoti l'arcipelago era rinomato anche per l'esportazione di carne di tonno, ambra grigia (aveva la funzione di una sorta di incenso, che bruciava emanando un gradevole profumo) e cocco di mare, il quale veniva collezionato dagli aristocratici per la sua strana forma. Oggi il commercio rimane una delle più importanti caratteristiche economiche di quest'isola nonostante sia oscurata da quella più evidente: il turismo. Partendo proprio dal suo settore primario, il turismo maldiviano fa entrare nelle casse dello stato più o meno 325 milioni di dollari ogni anno e nel 2000 ha contribuito con il 33% al prodotto interno lordo insieme al terziario. Nell'arco degli anni gli albergatori hanno compreso il notevolissimo potenziale di queste isole e la fortuna che potevano ricavare da un mare cristallino e da spiagge bianchissime: dagli albori, in cui si registravano solo un migliaio di visitatori l'anno si è passati a contare ben 280.000 visitatori nel 1994. Nel 2003 il record raggiunto è stato di circa 500 mila arrivi. Il primo Resort venne costruito negli anni settanta e da allora 84 isole hanno dato vita a splendidi villaggi e lussuosissimi alberghi, i più rinomati arrivano a contare più di 10 mila stanze. I principali turisti che sbarcano nelle affascinanti isole dell'oceano indiano sono europei. Abbandonando il settore turismo, che riprenderemo in un'altra sezione del sito, parliamo invece della pesca, un importantissimo contributo all'economia locale, soprattutto ad opera degli abitanti autoctoni che hanno una vera e propria tradizione da mantenere in vita. Il 50% del pesce catturato è destinato all'esportazione, principalmente nello Sri Lanka, ma anche in Germania, Giappone, Gran Bretagna. Nel 2000 l'esportazione ittica ha fatto guadagnare più di 20 milioni di dollari; il prodotto emergente delle esportazioni internazionali è il buonissimo tonno che, da qualche anno, viene anche inscatolato in patria, grazie alla promozione di un programma di sviluppo industriale promulgato dallo stato maldiviano. L'agricoltura è il terzo anello fondamentale dell'economia dell'arcipelago. Essa purtroppo rischia di diventare un settore poco produttivo a causa della scarsità del terreno coltivabile. La risorsa agricola più importante è il cocco. Da questa pianta che si trova in abbondanza su tutto il territorio, ne vengono lavorate le fibre e se ne produce la Copra, da cui a sua volta si estraggono oli e grassi. La presenza di cocchi in ogni singola isola è di importanza vitale, è proprio il numero di tali piante a stabilire il valore di un'isola. Oltre al cocco, sulle bianche isole vengono coltivate piantagioni di papaya, mango, alberi del pane... Ultima, anche in ambito di importanza è l'industria. L'industria tradizionale si basa soprattutto sulla costruzione di imbarcazione e sull'artigianato. Inoltre da poco si sta sviluppando l'industria della conservazione del tonno, che in precedenza veniva semplicemente essiccato ed esportato, oggi si vuole esportare il prodotto già inscatolato per aumentarne il valore. Nonostante gli incentivi statali per lo sviluppo dell'industria, il settore non raggiunge più del 7% del prodotto interno lordo nazionale. Altri investimenti fatti dallo stato ricadono sull'ambito sociale, come quello dell'educazione. Più del 18% del budget nazionale è stato speso per migliorare le strutture pubbliche e private, per formare in modo più accurato gli insegnati e per ristrutturare l'intero sistema educativo nell'ombra del moderno sistema scolastico inglese. |
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