| Storia e politica delle Maldive |
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| Venerdì 14 Novembre 2008 14:48 |
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Solamente nel 1153 d.C. , con l'arrivo degli arabi cominciarono a formarsi delle piccole società. I coloni arabi, oltre a far evolvere la struttura sociale degli abitanti delle isole, portarono anche una nuova religione: l'islam. I maldiviani, allora Buddhisti, si convertirono senza problemi alla nuova religione e già nel 1153 il re Dovemi Kalaminja la dichiarò religione ufficiale. Nel periodo coloniale le Maldive furono merce pregiata non solo per i pirati asiatici ma anche per indiani e portoghesi: proprio nel XVII secolo diventarono un protettorato olandese. Dopo due secoli, le dinastie governanti erano nuovamente di origini arabe: solo nel 1887 iniziò l'epoca del protettorato britannico, anche se a capo dello stato rimase il sultano. Fino al 1965 il paese continuava ad essere effettivamente un Sultanato, successivamente un referendum pubblico tenutosi nell'aprile del 1968 le Maldive furono dichiarate una repubblica: fu eletto presidente Ibrahim Nasir, già eletto primo ministro del 1954. L'adesione dell'arcipelago al Commonwealth avvenne molto dopo la fine del protettorato inglese, precisamente nel 1882 e in maniera ufficiale nel 1985. Dal punto di vista politico, il capo dello stato, il Presidente, è anche capo delle forze armate e suprema autorità religiosa. Esso viene eletto dal Parlamento per un periodo ( prorogabile ) di 5 anni. Anche il parlamento resta in carica per cinque anni. I membri in totale sono 50, è eletta una coppia di parlamentari in ogni atollo dell'arcipelago (19), una coppia da Malè e ben 8 sono i membri eletti direttamente dal presidente. Il Paese non ha una rilevanza politica molto spiccata, oltretutto a livello internazionale c'è una forte disinformazione e disinteresse per questi argomenti. Dal 1978 infatti è alla presidenza Maumoon Abdul Gayoom, il quale governa il paese seguendo delle linee totalitarie, controllando rigorosamente i mezzi di informazione ed evitando la formazione di movimenti di opposizione. Già nel 2003 la sfera internazionale ha riconosciuto il disastroso regime del presidente Gayoom: Amnesty International infatti ha pubblicato un rapporto su violazioni dei diritti umani a causa della sua politica di repressione. Sebbene le critiche che provengono dalle comunità internazionali siano all'ordine del giorno, il presidente ha annunciato una quantità considerevole di riforme del sistema giudiziario e parlamentare. Nonostante le manifestazioni a Malè del 2004 gran parte delle popolazione ritiene che il progresso, sia economico che sociale, avvenuto negli atolli nell'ultimo arco di tempo, sia merito del presidente Gayoom. Finalmente la riforma politica fu approvata nel giugno del 2005, così nacque nella Repubblica delle Maldive un sistema multipartitico per l'avvicinamento ad uno stato realmente democratico. I pariti che dal 2005 sono stati costituiti sono: Maldivian Peoples Party, Islamic Democratic Party, Justice Party e Maldivian Democratic Party. |
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